Antonio Fomez

Note biografiche

Biografia FomezAntonio Fomez è nato a Portici (Napoli) nel 1937. Dopo aver conseguito il diploma di Maestro d’arte, s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove consegue il diploma nel 1961. Insegnante di ruolo per decenni negli Istituti superiori, dal 1994 al 1998 ha prestato servizio per brevi periodi in alcune Accademie di Belle Arti italiane.
Ha cominciato a produrre lavori fin da giovanissimo. Nel 1957 scrive e disegna “La parabola dei ciechi” di Brueghel, mentre da questa data fino al 1961 completa un lungo saggio sul “Ritratto di giovane” del Rosso, corredato da disegni acquarellati. Nello stesso periodo studia e disegna la pittura futurista e successivamente elabora i primi quadri informali e la pittura nucleare con gli sgocciolamenti.
Ottiene il primo riconoscimento nazionale a Roma nel 1960, quando vince il primo premio in una mostra riservata agli studenti italiani e stranieri delle Accademie di Belle Arti e delle Università italiane. Espone i suoi lavori per invito o per accettazione ad importanti mostre nazionali, come il Premio Spoleto, il Premio Michetti, il Premio Termoli, il Premio Marche, la “Biennale di Pontedera” e altre, vincendo alcuni premi. La prima mostra personale di Fomez risale al 1961 presso la Galleria S. Carlo di Napoli, seguita da numerose altre in Italia e all’estero, in spazi privati e pubblici.
Nel 1963 si trasferisce a Milano. Tra il 1963/64 passa a un nuovo tipo di figurazione ed è tra i primissimi in Italia a utilizzare il linguaggio della pop art. Le opere eseguite in questo periodo, alcune delle quali esposte in questa mostra, rappresentano per il pubblico di oggi un’autentica novità, perché sono state esposte solamente tra il 1964 e il 1966, e successivamente in qualche mostra antologica. A Milano Fomez partecipa a varie edizioni del “Premio San Fedele”, riservato ai giovani, dove ottiene il secondo premio con la pseudo scultura “Monumento al soldato bianco”. Negli anni 1966/67, quando furoreggiava la moda della op-art (nel 1966 aveva vinto alla Biennale di Venezia Le Parc), esegue un ciclo di opere ispirato al tema “Di ritorno da Venezia”, nelle quali, oltre alla paccottiglia kitsch, usa il collage, rilievi di balconcini e bamboline.
Dalla sua intensa attività - rappresentata da diversi cicli pittorici e scultorei - nel 1967 appaiono le prime scalette e le opere monocrome bianche, che esporrà a Milano e a Parigi. Nel clima della contestazione studentesca del 1968, quando taluni artisti promotori teorizzarono che l’arte era diventata una merce (mentre gli stessi producevano gioielli), è tra i primi ad ufficializzare singolari rilievi immersi in sacchetti trasparenti pieni d'acqua, oltre che contenitori, multipli e oggetti assolutamente comuni e volutamente invendibili. Sempre nel 1968 espone alcune vasche contenenti pesci e acqua, che presenta in una collettiva alla Galleria Artecentro di Milano, alla Galleria Toselli di Milano (allora Galleria Nieubourg) e subito dopo in una personale alla Galleria Zunini a Parigi, alla Galleria Carabaga di Genova, dove espone un canotto con acqua e pesci.
Nel 1972 e nel 1974 sei sue opere sono riprodotte sulle “Bustine di Minerva”, prodotte dalla Saffa di Magenta (Milano). Nello stesso periodo (giugno 1974) partecipa a un programma televisivo della Rai: “Non tocchiamo quel tasto”, condotto da Enrico Simonetti e Valeria Fabrizi, durante il quale improvvisa in diretta la dissacrazione della Gioconda di Leonardo.
Nel 1985, in occasione della Fiera d’Arte di Bologna, pubblica “La Pagella dei critici” col Giudizio Finale, sulla quale gli artisti (Baj, A. Pomodoro, Cavaliere, Del Pezzo, Dorazio e altri) assegnano i voti ai critici. Nel 1988, in occasione del Carnevale Ambrosiano di Milano, esegue una scenografia in Piazza della Scala, mascherando il monumento a Leonardo con un telo piramidale e apponendo sul capo del Maestro di Vinci una grande cesta con frutta colorata. Seguono altri cicli tematici, tra cui particolari rivisitazioni, nature morte e tavole imbandite, e lavori ispirati a celebri opere di Courbet e Velasquez. Negli anni 1996/97, concepisce il ciclo scultoreo “Serpenti & Parenti”, con ceramiche e bronzi che sono trasmessi in Tv da Tele +più chiaro nel 1998, in occasione del programma Blu, curato da Gillo Dorfles. Nello stesso anno C. Ruju su Tele A di Napoli, gli dedica un ampio servizio.
Dal 1999 insegna Pittura in una comunità di recupero in provincia di Bergamo, dove ha attivato un laboratorio di Arte & Terapia e ha dipinto sei grandi murali. Nel 2005 dipinge un murale nel bellissimo borgo di Albori di Vietri sul Mare in provincia di Salerno, rivisitando la celebre Guernica di Picasso.